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Servizio e Commesso: due parole potenti dimenticate dal Retail

Nel mondo del Retail, alcune parole vengono spesso fraintese o addirittura evitate perché suonano antiquate o poco attraenti. Due esempi perfetti? Servizio e Commesso.

La parola Servizio viene talvolta percepita con un’ombra di subordinazione, come se servire fosse sinonimo di sottomettersi. Ma servire non significa essere schiavi: significa essere utili, servire a qualcosa o a qualcuno, appunto, creare valore, rendere più semplice e piacevole l’esperienza del Cliente. Un buon servizio non è un atto di sudditanza, ma un’opportunità per fare la differenza, trasformando una semplice transazione in un’esperienza memorabile.

E poi c’è la parola Commesso, spesso sostituita con “consulente di vendita” per dargli un tocco più moderno e autorevole. Ma se torniamo all’etimologia, commesso viene dal latino ‘committere’, che significa “mettere insieme”.

E cosa fa un buon commesso, se non creare connessioni? È il ponte Bra il brand e il Cliente, tra il prodotto e il bisogno, tra la promessa e la soddisfazione. Per svolgere questo ruolo servono competenza, passione e dedizione: guarda caso, in inglese, ‘commitment’ esprime proprio questo concetto.

Ridare lustro a queste parole non è un esercizio nostalgico, ma un invito a riscoprirne il vero significato, incarnandone il vero spirito. Perché nel Retail non si tratta solo di vendere, ma di creare relazioni, risolvere problemi e generare valore. E per fare questo, servono ottimi Commessi e un grande senso del Servizio.